Articolo di Francesco Caruso- Novembre/Dicembre 2018

Il principe e il povero

La vulgata corrente degli orfani del BelTempoCheFu (da non confondere col CheTempoCheFa di faziana noia e origine), orbati da mesi dal piacere tattile e voluttuoso (velluto sulla pelle, oseremmo dire) di parlamenti e governi a guida PD o FI e pertanto pericolosamente vicini alla crisi d’astinenza, è quella – tra le altre perle di adamantina e lirica saggezza, sfornate soprattutto da quella fucina instancabile di talenti puzzonariciti che è Repubblica- che vuole l’esecutivo pentastellato, oltre che brutto, sporco, cattivo e sofferente di bromidrosi (plantare, ascellare e inguinale), anche composto da una masnada disordinata e chiassosa di ciarlatani incompetenti, grezzi e sguaiati, buoni soltanto a cimentarsi nelle gare di rutti e peti delle fiere di paese.
In effetti, a giudicare da certe sortite improvvide dei nostri prodi ministri e dalle gaffe epocali di certi vice-primi ministri (l’uomo composto al novanta per cento di acqua è una roba da targa commemorativa: “qui giacciono cinquanta secoli di studi anatomici”), tanto torto agli ottimati non si potrebbe dare. Ammettiamolo, se le elezioni le vincessero le compagini più fighe, quelle col ciuffo ribelle e lo sguardo assassino, non ci sarebbe partita: gli illustri esponenti dell’ordine equestre e senatoriale dinnanzi a tanto scoreggiar di plebe vincerebbero già prima del fischio d’inizio.
Ma le elezioni , nei Paesi democratici dell’Europa MastroLinda, così diversa (si nota l’ironia?) dai volgari e cisposi despoti che comandano la Russia Putinata e l’America Trumpata, purtroppo per il patriziato colto e raffinato delle conventicole boldrino-renziate e olgettino-papistiche talvolta le vincono le armate brancaleone dei villici e degli straccioni, ragion per cui le fregnacce, come direbbero a Roma, da mesi nel cielo, più che volare, saettano e c’è chi sussurra che stiano addirittura preparando una missione su Marte.
Però il qui scrivente, figuro di indole malmostosa, umbratile e agnostica, alle verità rivelate crede poco da sempre, specialmente quando tali verità vengono spiattellate con burbanza cicisbea da chi, dati alla mano, in passato non è che abbia fatto fruttare più di tanto, pro bono Italia, tutto quel popo’ di sapienza e competenza che millanta in continuazione da quando è stato sloggiato dalla stanza dei bottoni. Pertanto, muovendo dall’assunto che ognuno di noi deve intestarsi un obiettivo nella vita e perseguirlo, il suddetto ha deciso di “far le pulci”, come si suol dire, alla tanto decantata perizia accademica di lor signori, portando alla luce, novello Schliemann, la necropoli delle boiate sertomunite.
Dovendo necessariamente limitare il campo di ricerca alle discipline giuridiche e, dunque, all’attività legislativa, mi aspettavo – fuorviato dalle grancasse assordanti della propaganda anti-populista ed eurodulica — una ricerca ostica, mesi e mesi di studio matto e disperatissimo, occhi consumati a tentar di scovare l’ inciampo, la svista, il refuso manigoldo, la sdrucciolata traditrice che per colpevole infingardaggine viola inopinata la divina perfezione di incisi, lemmi, commi, paragrafi e capoversi.
Vai a sapere che invece bastava andarsi a leggere le stime dell’ultima manovra economica dei pedanti per rendersi conto che i peracottari erano già tra noi. Vai a sapere che bastava andarsi a leggere quel capolavoro insuperato di scelleratezza giuridica che è il decreto legislativo n. 7 del 2016 (quello che ha trasformato numerosi reati in illeciti civili, costringendo le vittime a pagarsi un avvocato e ad intentare una causa presso un giudice civile per veder riconosciute dopo almeno 8 anni, se va bene, le proprie ragioni) per capire che forse abbiamo avuto a che fare con politici laureati alla Radio Elettra. Vai a sapere che bastava andarsi a ripassare la Via Crucis di tutte le scempiaggini e le furberie cenciose (l’abolizione nel settore privato dell’art.18 dello Statuto dei lavoratori su tutte, per il sommo gaudio del padrone o del manager ansioso di portarsi a letto la segretaria recalcitrante) “evacuate” da mister Renzi e dai suoi contubernali in tre anni di governo con la benedizione della Commissione europea, quella stessa che fino a ieri ha fatto la vestale profanata per la manovra dell’esecutivo in carica. 
E va bene, obietterà qualcuno , questo è quello che ci hanno lasciato in eredità i “principi”, ma i “poveri” attualmente al potere finora non sono stati da meno in quanto a figuracce, approssimazioni, dilettantismo e sciupio della (poca) materia cerebrale in dotazione. Può darsi, però ieri alla Camera, per limitarci alle novità dell’ultima ora, è stata approvata una legge anticorruzione che ha fatto imbufalire Berlusconi (notizia che per la stragrande maggioranza degli italiani equivale ad una vittoria della nazionale ai campionati del mondo di calcio) e stamane il premier Conte e il ministro Tria, considerati da intellettuali e organi di informazione nulla più che proiezioni olografiche, hanno ottenuto il via libera dei cerberi di Bruxelles ad una legge di bilancio che originariamente doveva fermarsi all’1,6 di deficit e che, grazie al bluff pokeristico del 2,4, è riuscita a salire fino al 2 per cento senza intaccare nella sostanza i provvedimenti-bandiera dei due partiti della coalizione.
Se questi sono i dilettanti, i professionisti per me possono essere ceduti in massa e senza rimpianti alle formazioni della Amstel Ligue, massima divisione calcistica del Burundi.