I DISEGNI DI ANIMAMUNDI

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Animamundi

L’anima del mondo, nota anche in latino come Anima Mundi, è un termine filosofico utilizzato per indicare la vitalità della natura nella sua totalità, assimilata a un unico organismo vivente. Rappresenta il principio unificante da cui prendono forma i singoli organismi, i quali pur articolandosi e differenziandosi ognuno secondo le proprie specificità individuali, risultano tuttavia legati tra loro da una tale comune Anima universale.
L’anima mundi è un non-luogo dove ci incontriamo tutti come parte del tutto. Ho scelto questo pseudonimo perché mi piaceva l’idea di poter favorire, attraverso il disegno, questi incontri dell’anima.
Il disegno diventa soltanto il mezzo per permettere il viaggio e l’incontro. Un incontro che non passa dalla logica della mente di chi guarda, ma dall’anima di chi sente. Sentire senza guardare, vedere oltre le nostre esperienze, la nostra conoscenza, la nostra mente addestrata spesso malamente. Quella mente che, il più delle volte, non ci permette di guardarci negli occhi l’un con l’altro e sapere tutto di noi. Noi parte del tutto finiamo così per incontrarci nei non-luoghi dello spirito per far dialogare le nostre anime. Ho tenuto la prima penna in mano per disegnare all’età di quattro anni. Autodidatta. Non ho mai voluto seguire corsi e tecniche di disegno perché sentivo che il disegno per me era un modo per fare meditazione, per stare con me stesso e per ascoltare o comunicare al mondo attraverso un piano eterico. Non decido
mai prima cosa disegnare…prendo la penna e la penna va, corre sul foglio come se sapesse già cosa fare. Infatti spesso lo sa, Lei, io no. Il disegno come il teatro. Strumenti per incontrarci su altri piani, lontani dalla nostra realtà quotidiana, lontani da ciò che possiamo vedere e toccare. Tutto collegato..! miei trentanni di teatro sono stati sempre all’insegna di questa ricerca d’incontro. Empatia, condivisione che avviene totalmente soltanto quando non facciamo comandare la nostra mente, quando siamo capaci di ascoltare l’altro pienamente. E possiamo farlo soltanto dopo aver ascoltato noi stessi.

ANTONIO CARUSO

Uno dei disegni sottostanti – il disegno del Natale e della rinascita- merita un breve commento: non è un disegno come gli altri per quella “metafisica per immagini ” tipica di Antonio. Qua Savinio e De Chirico non c’entrano nulla. Il disegno è stato ” partorito” nel 2015, esattamente un mese prima che un terribile aneurisma lo cogliesse sul palco di un teatro catanese mentre recitava una poesia di Neruda. Arrivato in ospedale in condizioni disperate, è RINATO letteralmente  nel giro di pochi mesi: uno di quegli eventi  che inducono a gridare al miracolo anche chi è restio a scomodare interventi ultraterreni nelle vicende umane. Alla luce di tutto questo, la “rinascita” del disegno, come si può ben capire, assume un significato del tutto particolare. (F.C.)

 

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