La pillola di Natale

Adda veni’ la Sirenetta…

 

Trovo davvero incredibile come la sinistra continui ad illudersi che riempire una piazza equivalga ad aver già vinto le elezioni. Già Pietro Nenni a suo tempo ammoniva dal far eccessivo affidamento, quale termometro del consenso goduto da un partito nel Paese, nelle larghe partecipazioni popolari a marce e raduni (“Piazze piene, urne vuote”), ma evidentemente il saggio consiglio, nonostante anni di batoste elettorali seguite ad adunanze e iniziative pubbliche fortemente partecipate, non riesce proprio a perforare la corteccia cerebrale di politici, intellettuali e giornalisti di area progressista. C’entra forse qualcosa l’ubriacatura degli anni settanta, unico periodo della Storia repubblicana in cui effettivamente, perlomeno da un certo momento in poi (ossia dalla metà del decennio), le migliaia di persone portate in strada dal PCI cominciarono a fare il paio con i milioni di voti che il partito di Berlinguer raccoglieva nei seggi. Dopo quel fugace momento, però, centomila o un milione di persone in corteo non hanno più rappresentato la prova incontrovertibile di un gradimento popolare diffuso e, soprattutto, maggioritario.
Ho ancora negli occhi , ad esempio, l’imponente manifestazione antirazzista che si svolse a Macerata nel febbraio del 2018 dopo che un certo Luca Traini aveva deciso a modo suo, sparando su immigrati innocenti, di vendicare l’omicidio della povera Pamela Mastropietro. Tutti a gridare alla ritrovata civiltà dei marchigiani, tutti a gonfiarsi il petto orgogliosi di una popolazione e di una città che, nonostante l’orrore per un delitto atroce, da macelleria messicana, non avevano mandato al macero la propria umanità. Risultato? Alle elezioni politiche del mese dopo la Lega di Salvini incassò a Macerata una valanga di voti.
Ora è il turno delle sardine. Alle cui iniziative e ai cui successi è seguita a ruota, come un riflesso condizionato, la solita carovana di peana, osanna, inni alla gioia, squilli di tromba, tarante scatenate  e scatenati balli latino -americani da parte di condottieri e truppe cammellate del Sol dell’Avvenire, tutti a sgomitare per intestarsi questa marea tracimante di giovani pesciolini antisovranisti che ogni giorno riempiono la piazza di un comune della Penisola. L’equazione fatta dai soliti ottimisti in salsa gauche è la solita: diecimila qua, cinquemila là, vuoi vedere che l’aria è cambiata, vuoi vedere che stavolta la sfanghiamo? Vuoi vedere che poco a poco al Capitano toglieremo pure il portabandiera e il tamburino?
Non si rendono conto che migliaia di sardine in piazza non saranno mai capaci di attrarre voti quanto l’ennesimo sbarco di poche decine di immigrati in un porto italiano…